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Alla Toti, in occasione del 10 febbraio, anche le pietre parlano italiano


Voci dall'esodoIl 10 febbraio 2012, in occasione del giorno del ricordo, gli alunni delle classi 3 A e 3 B a tempo prolungato, guidati dagli insegnanti Caterina Cattai e Marilena Mangiagli per la recitazione,  Michela Fregonese per le musiche e i canti, Enrica Visca per le scenografie, hanno realizzato uno spettacolo teatrale-musicale dal titolo “Voci dall’esodo. La notte dei pozzi”.





Lo scopo dello spettacolo era quello di ricordare una pagina dolorosa e spesso dimenticata della nostra storia: l’orrore delle foibe e la tragedia dell’esodo giuliano-dalmata e istriano.
Il titolo fa riferimento alla popolazione italiana, costretta ad abbandonare la propria patria: si trattò di un vero e proprio esodo. L’immagine della notte e del pozzo si accosta invece al buio della foiba e alla sua profondità: un enorme inghiottitoio naturale, tipico del paesaggio carsico, in cui la luce difficilmente riesce ad arrivare.
La scenografia era molto semplice, sul palco erano presenti solo due leggii e un carretto d’epoca, simbolo dell’esodo, poiché spesso, su di esso venivano caricati i beni degli esuli in partenza. I ragazzi, entrando in scena, hanno portato alcuni utensili, tipici del periodo storico rappresentato, solo alla fine dello spettacolo gli oggetti sono stati ricoperti dal tricolore italiano.
In occasione del giorno del ricordo gli alunni impegnati nella realizzazione delle scenografie, guidati dalla loro insegnante, hanno realizzato un pannello dal titolo “Foibe, spirale di dolore”, la cui forma e il movimento richiamano l’idea della foiba che inghiotte tutte le vittime e gli esuli, compresi i loro ricordi. Per scelta dei ragazzi e per gentile concessione del Dirigente, il pannello è stato collocato nell’atrio del primo piano dell’Istituto, a perenne memoria del lavoro svolto dalle classi in uscita e per stimolare il ricordo di un evento storico purtroppo spesso dimenticato.
La rappresentazione è stata accompagnata da un quartetto d’archi e dai canti intonati dal coro degli alunni. Lo spettacolo si è concluso sulle note di “Anche le pietre parlano italiano” in cui è possibile percepire il dolore degli esuli costretti ad abbandonare la loro patria a bordo di navi, ma anche la speranza di poter,  un giorno, tornare nella loro terra d’origine che tanto hanno amato.
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